IL MIO METODO

Consulenza di formazione e sviluppo della personalità

Il Mio Metodo Professionale

Personalizzato a misura del cliente, il mio metodo professionale lavora come un grande maestro di sartoria farebbe: un’opera per un unico fruitore.

Lo scopo del mio approccio consultivo è di ricondurre il cliente al ritrovamento della sua personalità originaria per migliorare la qualità della propria vita. Pertanto, il carattere della persona deve diventare l’alleato più prezioso del suo temperamento naturale. Va da sé che la buona riuscita della consulenza debba essere sperimentata direttamente dal cliente.

Per questo motivo, ho definito il mio lavoro “Consulenza di formazione e sviluppo della personalità”: “formazione” perché la nostra vita è sempre in continuo cambiamento e costante apprendimento; “sviluppo” perché questo cambiamento deve essere necessariamente in crescita e miglioramento del nostro equilibrio individuale, nel piano esistenziale. Una persona, una consulenza.

Poiché le più recenti ricerche nell'ambito della sanità e dell'evoluzione della persona umana concordano nell'affermare che tutte le tecniche di opposizione, fronteggiamento o riadattamento dei comportamenti disfunzionali finiscono per aumentare e non diminuire affatto lo stress da essi derivato, occorre aprire la strada a nuove metodologie.

La mia consulenza aiuta il cliente a non attivare più emozioni negative nei confronti delle immagini e delle memorie traumatiche che ogni essere umano - vorrei in realtà dire vivente - porta nel proprio bagaglio mentale. Bisogna neutralizzare ogni ricordo che trasporta dentro di noi, dal passato al presente, la memoria di eventi per noi nefasti.

Le rievocazioni dolorose contenute nel nostro passato non vanno più combattute o arginate o contrastate, bensì vanno "ripulite" e dissociate dalle nostre emozioni più penose e trasformate, in definitiva, in quello che realmente sono: informazioni neutre.

Dal punto di vista pratico, a differenza delle metodologie tradizionali di counseling, coaching o mentoring che ricalcano il modello del setting psicologico e psicoterapeutico, il mio approccio consultivo non tiene conto della durata dell’appuntamento. Come dico sempre ai clienti, non si può stare col cronometro acceso mentre una persona ti apre la sua anima. E questo non modifica il costo dell’appuntamento che rimane invariato.

Gli appuntamenti non hanno una cadenza prestabilita. Salvo i primi due che devono essere più ravvicinati, in un arco di tempo di massimo un mese, i successivi sono da concordare insieme, costruendo il percorso con una forte presa di responsabilità da non far ricadere esclusivamente su di me in quanto consulente.

Strumento principe della mia consulenza è e resta l’analisi dei sogni e delle immagini siano esse fantasie di veglia, disegni, oppure emerse attraverso l’uso della tecnica della “oniromanzia”.

L’oniromanzia, secondo il mio orientamento, è una tecnica basata sull’antica arte dell’interpretazione delle immagini e origina da fonti antichissime come le tavole sibilline, i responsi oracolari greci, la sapienza egizia, persiana e dei caldei nonché I Ching. Portando il soggetto in uno stato di rilassamento guidato, è possibile lasciargli osservare le immagini che scorrono sullo specchio della coscienza, come in un sogno vigile. Queste immagini sono interpretabili e le informazioni che se ne ricavano consentono al soggetto di vedere con più chiarezza la propria realtà interiore.

E perciò ora non vi resta che verificare la bontà del metodo di persona.

 

Il Mio Metodo applicato ai gruppi

La strumentazione del mio metodo si rivolge anche ai gruppi attraverso appuntamenti, lezioni e seminari in modalità "laboratorio aperto".

I seminari, solitamente della durata di due-quattro giorni, si svolgono, ove possibile, sempre all'aperto e comunque in luoghi esteticamente rigeneranti. Ideale è il distacco in quei giorni dagli ambienti abituali. Nelle condizioni più favorevoli si mangia insieme e si condividono i momenti di pausa e ristoro.

Non si tratta infatti di conferenze, con un rapporto asimmetrico tra docente e allievi, bensì di una fucina viva per apprendere e applicare immediatamente. I partecipanti sono coinvolti e responsabilizzati a verbalizzare la propria esperienza con tutto il gruppo di lavoro.

Ognuno deve autodisciplinarsi e rispettare se stesso e gli altri secondo regole elementari di buon senso e educazione.

Per favorire al massimo l'integrazione dei partecipanti, ho messo a punto negli anni diversi strumenti per le attività di gruppo:

Consulenza aperta individuale o di gruppo: l’esposizione del proprio problema amplifica la risonanza della soluzione e relativizza l’effetto nocivo della difficoltà stessa. Nella condivisione, si avverte sempre meno la solitudine del proprio vissuto.

Oniromanzia di gruppo: in questo contesto le immagini visualizzate dai partecipanti tendono a dirigersi verso una soluzione non solo personale dei problemi ma anche collettiva. Inoltre, si fa scuola viva delle tecniche di interpretazione delle immagini.

CineCaso: utilizzando le immagini proiettate sullo schermo di film o di parti di questi, si procede all'analisi delle emozioni provocate dalle immagini stesse. Si arriva perciò a sperimentare che immagini registrate e recitate evocano in ciascuno di noi emozioni tanto quanto la realtà che ci circonda. Da lì, la domanda: ciò che mi provoca emozione è reale o no? Dall'osservazione di un semplice film, si giunge alle profondità del nostro intimo.

BioMusica: Questo metodo, nato da diverse esperienze di musicoterapia, vuole risolvere uno dei più annosi dubbi legati alle metodologie di indagine interiore: come evolversi quando non si ha bisogno di terapie. Nella mia BioMusica, tutti i partecipanti conducono e sono condotti attraverso l’uso libero di musica spontanea, danza o movimento naturale, esercizi meditativi che amplificano la percezione corporea.

PallaGarcia: alcuni anni fa, molto simpaticamente, gli studenti ucraini di un seminario diedero il mio nome a questo gioco che simula le dialettiche della vita. Pensato per sviluppare il protagonismo e la leadership femminile, il gioco contrappone due squadre capitanate sempre da due donne le quali devono strutturare la migliore strategia di gruppo. Vince infatti non chi accumula più punti ma il team che, a parere del conduttore/arbitro, dimostra la tattica più efficace.

N.B. Non essendo medico né psicologo, non emetto diagnosi. Le consulenze e le attività congiunte sono da considerarsi unicamente metodologie di formazione e sviluppo della auto-consapevolezza e delle proprie capacità personali e non sostituiscono assolutamente le terapie di natura medica, psichiatrica, psicologica e psicoterapeutica, tantomeno le loro prescrizioni. Per ogni problema di salute, il consiglio è di rivolgersi sempre al proprio medico di fiducia e alle eventuali strutture preposte.